Malattia di La Peyronie​

Trattamenti non chirurgici

La Malattia di La Peyronie è caratterizzata dalla comparsa di un’area di tessuto indurito nei corpi cavernosi che può determinare una deviazione del pene in erezione, talvolta accompagnata da dolore e riduzione della funzionalità sessuale.

Quando la malattia viene diagnosticata precocemente, è possibile ricorrere a terapie non chirurgiche che possono ridurre dolore, curvatura e progressione della placca. Questi trattamenti comprendono:

Onde d’urto (LSWT)

Le Low Intensity Shock Waves Therapy (LSWT) utilizzano onde acustiche a bassa intensità applicate direttamente sul pene. Sono particolarmente utili nella fase iniziale della patologia, quando l’obiettivo del trattamento è quello di ridurre il dolore e possibilmente rallentare la progressione fibrotica. L’azione delle onde d’urto infatti comporta:

Esistono vari protocolli di trattamento, spesso con integrazione di farmaci orali e dispositivi di trazione per massimizzare l’efficacia.

Iniezioni intraplacca

Si tratta di micro – infiltrazioni dirette all’interno della placca fibrosa. Nel corso degli anni sono stati sperimentati vari farmaci e composti, con risultati spesso altalenanti. Ad oggi le terapie che hanno una più ampia letteratura scientifica e più alta efficacia comprendono due farmaci:

Collagenasi

È l’unico farmaco specificamente approvato per la Peyronie.
Agisce sciogliendo il collagene della placca, rendendola più morbida. Questo comporta quindi:

Ha un’efficacia maggiore soprattutto nelle curvature moderate (< 60°) e nella fase stabile. Gli effetti si possono notare già dalla singola somministrazione, il trattamento può però essere ripetuto per massimizzarne l’efficacia.

Acido ialuronico

Mediante l’attrazione di molecole di acqua, una volta iniettato nella placca ha azione:

Principalmente indicato per la riduzione del dolore, può migliorare la consistenza della placca e, di conseguenza, la curvatura, soprattutto nelle fasi precoci.

I trattamenti conservativi vengono massimizzati in associazione a terapie quali farmaci vasodilatatori (PDE5 – inibitori), dispositivi di trazione peniena o vacuum device (in casi selezionati). Nel caso si intenda procedere verso un trattamento non invasivo, è molto importante rivolgersi ad uno specialista in grado di offrire un percorso rigenerativo a 360°.

Se noti una curvatura improvvisa, dolore persistente o difficoltà nei rapporti, non aspettare: prima si interviene, maggiori sono le possibilità di trattamento efficace.