Disfunzione erettile
Trattamento chirurgico
Quando la disfunzione erettile non risponde alle terapie mediche, la chirurgia rappresenta una soluzione definitiva.
L’intervento risolutivo è l’impianto di una protesi peniena. Le protesi peniene esistono da oltre 50 anni, con il primo articolo scientifico pubblicato riguardo ad un impianto nel 1973.
Si tratta di dispositivi biocompatibili, inseriti nei corpi cavernosi e quindi invisibili, che permettono di ottenere un’erezione controllabile meccanicamente.
Le protesi possono essere semirigide, cilindri malleabili semplici da utilizzare ma meno naturali, oppure idrauliche, queste ultime più evolute e naturali nel mimare il naturale ciclo di flaccidità e rigidità peniena.
L’intervento viene eseguito con una singola incisione peno-scrotale oppure alla base del pene, dura circa 1 ora e prevede un ricovero di circa 24 ore salvo situazioni particolari.
La protesi consente di avere erezioni stabili e programmabili, con elevati livelli di soddisfazione sia per il paziente che per il partner.
Dopo la guarigione, è possibile riprendere una vita sessuale regolare a distanza di circa 6 settimane e dopo aver ricevuto l’addestramento necessario sull’attivazione e disattivazione della protesi da parte del chirurgo.
La scelta della protesi viene sempre concordata in base alle esigenze del paziente, al suo stile di vita e alle aspettative. È importante fare riferimento ad andrologo altamente specializzato in questo tipo di interventi per garantire sicurezza ed efficacia.
